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L’agevolazione fiscale per la piccola proprietà contadina è definita dalla legge come “agevolazione per la formazione e l’arrotondamento della piccola proprietà contadina” ed è meglio nota con l’acronimo “PPC”. Tale agevolazione può essere invocata anche per l’acquisto di terreni agricoli di qualsiasi dimensione, non essendo previsto un limite all’estensione massima.

Tramite l’applicazione dell’agevolazione PPC i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali (tra i quali vi rientrano anche le società agricole) iscritti nella gestione previdenziale e assistenziale (verificabile mediante la produzione del modello chiamato nella prassi CD4) possono acquistare terreni a destinazione agricola pagando le seguenti imposte:

  • registro 200 euro;
  • ipotecaria 200 euro;
  • catastale in misura proporzionale dell’1% sul prezzo pattuito per la compravendita.

Inoltre, la richiesta del certificato di destinazione urbanistica (CDU) necessario per la validità dell’atto di trasferimento, l’atto di compravendita e le relative copie sono esenti dall’imposta di bollo.

Il risparmio è notevole, se si considera che il regime fiscale ordinario per il trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli prevede attualmente un’imposta di registro proporzionale del 15% sul prezzo (con un minimo di 1.000 euro), oltre alle imposte ipotecarie e catastali di complessivi 100 euro.

Sono ammessi a godere delle agevolazioni soltanto gli atti di acquisto a titolo oneroso di terreni, e relative pertinenze, qualificati agricoli in base agli strumenti urbanistici vigenti. L’agevolazione, dunque, non può essere richiesta per l’acquisto di terreni edificabili (o comunque non agricoli), anche se l’acquirente intende destinarli all’attività agricola. L’agevolazione non si applica neppure agli atti a titolo gratuito, come le donazioni, né alle successioni a causa di morte.

La nuova norma fa espresso riferimento alle pertinenze dei terreni agricoli, quindi l’agevolazione si applica anche per i fabbricati rurali pertinenziali ai terreni agricoli, cioè con carattere strumentale alla coltivazione degli stessi.
L’Agenzia delle entrate ha preso posizione sull’applicazione delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina ai fabbricati pertinenziali di terreni agricoli, affermando che le agevolazioni possono essere concesse soltanto al fabbricato che, oltre a trovarsi in rapporto di pertinenzialità con il terreno agricolo acquistato, è situato sul medesimo terreno (Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 26/E del 6 marzo 2015).

La presenza dei requisiti previsti dalla normativa viene dichiarata dal coltivatore diretto o dall’imprenditore agricolo professionale direttamente nell’atto di acquisto.

L’Agenzia delle Entrate ha espressamente riconosciuto che l’agevolazione PPC può essere richiesta anche quando il socio conferisce in una società agricola i propri terreni agricoli (e fabbricati pertinenziali), nonostante la lettera della legge faccia riferimento soltanto all’acquisto mediante atto di compravendita (Risoluzione 4 gennaio 2008 n. 3).

La legge prevede la decadenza dell’agevolazione, con il conseguente recupero delle imposte e le relative sanzioni, se l’acquirente cede volontariamente i terreni, a qualsiasi titolo, oppure cessa di coltivarli o di condurli direttamente prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto. Non comportano mai decadenza dalle agevolazioni la successione a causa di morte e l’espropriazione per pubblica utilità.
Prima che siano trascorsi cinque anni, è però concessa la facoltà di trasferire o affittare il terreno a favore del coniuge, di parenti entro il terzo grado o di affini entro il secondo grado che esercitino l’attività di imprenditore agricolo, a condizione che si mantenga la destinazione agricola del fondo. Questa norma ha reso più facile la riorganizzazione dell’azienda agricola all’interno della famiglia, rimuovendo quello che rappresentava un grosso ostacolo al trasferimento della proprietà dei terreni, o quanto meno della gestione dell’azienda, alle nuove generazioni. L’Agenzia delle Entrate ha anche ritenuto che il conferimento di un fondo, acquistato con le agevolazioni per la PPC, in una società agricola in accomandita semplice, della quale il coltivatore diretto sia socio accomandatario e gli altri soci siano il coniuge e un figlio, effettuato nel quinquennio successivo all’acquisto, non comporta la decadenza dalle agevolazioni, perché si tratta di un’operazione finalizzata a promuovere lo sviluppo e la modernizzazione dell’attività agricola, coerentemente con la ratio che ha ispirato gli interventi legislativi volti a riconoscere la qualifica di imprenditore agricolo anche alle società (Risoluzione n. 455/E del 1 dicembre 2008).

Novità 2023 sulla piccola proprietà contadina

Dal primo gennaio 2023 le agevolazioni fiscali previste per la piccola proprietà contadina sono applicabili anche alle persone fisiche di età inferiore a quaranta anni che dichiarino di voler ottenere, entro il termine di ventiquattro mesi, l’iscrizione nella gestione previdenziale e assistenziale prevista per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali.

Particolari problemi si pongono nel caso di acquisto di un fondo agricolo condotto in affitto da terzi; in tal caso si rimanda alla disciplina della c.d. prelazione agraria.