Aumento del capitale sociale.
Nell’ambito delle operazioni ordinarie sul capitale sociale nelle società, un ruolo di primaria importanza è rivestito dall’aumento dello stesso, il quale consiste in un’operazione ordinaria volta ad incrementare il capitale delle società, il più delle volte al fine di ricapitalizzarle e porre fine a situazioni di crisi delle stesse.
L’aumento del capitale sociale, di regola, si distingue in due modalità:
- Aumento gratuito, il quale viene attuato mediante imputazione a capitale delle poste disponibili iscritte nell’ultimo bilancio di esercizio sociale ed è immediatamente esecutivo una volta deliberato ( aumento self executing);
- Aumento oneroso, il quale, invece, non è immediatamente esecutivo, ma viene deliberato mediante l’emissione di nuove azioni o quote sociali (a seconda che ci si trovi nelle SPA o nelle SRL) che vengono offerte in opzione e in sottoscrizione ai soci o a soggetti terzi, i quali devono sottoscriverle e liberarle mediante versamenti in denaro o in natura, se lo statuto lo consente. Solo quando l’aumento offerto viene integralmente sottoscritto e versato, può ritenersi esecutivo e può essere modificata la clausola statutaria sul capitale sociale.
Ammissibilià del cd. aumento di capitale misto.
Questa netta distinzione tra le due tipologie di aumento deliberabile in ambito societario è stata, tuttavia, messa in discussione dalla possibilità di deliberare, con un’unica delibera assembleare, un unico aumento “misto” ovvero in parte gratuito e in parte oneroso.
Sul punto si sono susseguiti diversi dibattiti in dottrina e nella prassi notarile.
La dottrina più tradizionale, infatti, si è sempre mostrata scettica sulla legittimità di tale ipotesi di aumento, in quanto, mentre l’aumento gratuito, di fatto può essere subito eseguito mediante risorse che già sono in mano alla società, l’aumento oneroso non viene a completarsi subito dopo la delibera, ma solo nel momento “negoziale” della sottoscrizione e del versamento ad integrale liberazione dello stesso e, il più delle volte, viene anche deliberato in via scindibile non progressiva.
Pertanto, si può affermare che il risultato dell’aumento gratuito è certo e sicuro, mentre quello dell’aumento oneroso no, in quanto non è detto che la sua esecuzione vada a buon fine.
Tuttavia, la svolta è stata raggiunta con un importante studio del Consiglio Nazionale del Notariato del 2008 (CNN n. 40/2008), il quale ha definitivamente sdoganato la possibilità per le società di deliberare un unico aumento in parte gratuito ed in parte oneroso.
Modalità di delibera dell’aumento misto.
Stante quanto sopra asserito, ovvero che per la dottrina notarile più moderna è legittimamente possibile prevedere una delibera di aumento di capitale misto, andiamo a vedere in che modo ciò può essere messo in atto nella prassi societaria.
Di regola, l’assemblea deve sempre in primo luogo deliberare l’aumento gratuito e solo dopo quello oneroso.
Le ragioni di questo ordine tassativo sono, in primo luogo, di matrice strutturale, in quanto l’aumento gratuito è “self executing”, mentre quello oneroso rappresenta una fattispecie a formazione progressiva, come già illustrato in precedenza.
Altro motivo risiede in esigenze di tutela delle minoranze sociali, in quanto si vuole evitare che i soci di minoranza, ovvero coloro che non esercitano il diritto di opzione o di sottoscrizione, subiscano dei pregiudizi di natura economica sulle riserve non distribuite.
Secondo autorevole dottrina, in particolare Genghini, è importante che l’aumento gratuito venga deliberato per primo, in modo tale che esso nella sua esecuzione si adegui alle partecipazioni già possedute dai soci, le quali vengono aumentate mantenendo inalterate le iniziali proporzioni.
Aumento misto in cui la parte onerosa viene offerta a terzi.
Un ulteriore problema nella delibera di aumento misto può sorgere quando l’aumento oneroso viene offerto a terzi con esclusione del diritto di opzione o di sottoscrizione per i soci, previa introduzione dell’apposita clausola statutaria autorizzativa.
In questa ipotesi devono essere i soci a decidere in che ordine deve essere deliberato l’aumento, in modo tale da verificare se possono o meno beneficiarne anche i terzi.
Seguendo la disciplina di cui all’articolo 2439 codice civile, in ambito di SRL, sarebbe meglio deliberare un unico aumento in via inscindibile, ma eseguibile in via scindibile.
Detto così potrebbe sembrare una sorta di ossimoro, ma in realtà vuol dire soltanto che l’aumento gratuito e quello oneroso, anche se vengono deliberati con un’unica decisione, sono eseguibili separatamente, poiché vi è una totale autonomia delle due operazioni nell’acquisizione delle risorse per poterlo rendere esecutivo.
Il termine di opzione e di sottoscrizione deve essere unico, ma i due aumenti devono essere eseguiti in via separata ed indipendente.
